Formazione professionale
Diretta da Alessandro Del Bianco.
La scuola di regia teatrale è strutturata in tre livelli.
Al primo livello si accede attraverso selezione e prova.
La prova consiste nella direzione attori sulla base di un brano di testo teatrale. Gli attori sono studenti del CSA in corso del secondo e terzo anno, o eventualmente attori di maggior preparazione
La scuola propone elementi costanti ripetuti nei tre livelli, quali: elementi di drammaturgia, recitazione, direzione attori, regia.
La parte pratica della scuola prevede la partecipazione degli allievi a tutte le branche del lavoro teatrale, dalla scenotecnica alla recitazione, all'illuminotecnica, all'assistenza, per il primo anno, l'aiuto regia e l'assistenza alla produzione per il secondo anno, la regia e la produzione per il terzo.
La recitazione, il lavoro dell'attore, è il centro del teatro, e salvo curiosi tentativi o sperimentazioni stilistiche (Schlemmer, teatro di figura, teatro di immagine), è ciò che rende possibile il racconto, il nodo, la trama, l'espressione del dramma.
Se gli attori sono in grado di vivere il dramma, e non solo di illustrarlo, il regista potrà raggiungere con la sua metafora, in maniera più vera e totale, l'animo dei fruitori.
La recitazione realista, la verità nel lavoro dell'attore,
fanno quindi la differenza nell'allestimento.
Nelle epoche storiche in
cui il regista è stato supportato da cast di attori preparati con il
sistema di Stanislawskij - il Teatro d'Arte nelle regie di Stanislavskij
stesso che hanno strabiliato il pubblico e gli addetti ai lavori in America,
il Group Theater, gli attori formati da Lee Strasberg, e da Stella Adler nelle
regie di Elia Kazaan -, i registi, gli autori e i produttori hanno potuto
raggiungere nel loro lavoro la specificità e la qualità di
scrittura e di regia di Cechov, Elia Kazaan, Tennessee Williams, Francis
Ford Coppola, Martin Scorsese, e così di seguito.
Il "problema" della recitazione, preso con la dovuta serietà, e nella sua storia, richiama le pratiche orientali, essendo una disciplina sulla quale non si può davvero agire se non da "adepti", avendola cioè praticata.
Quanto detto impone a registi seriamente intenzionati di entrare
in questo mondo e studiarne da dentro la natura e le caratteristiche.
Noi possiamo trasmettere solo ciò che sappiamo realmente. Possiamo
chiedere ad altri di fare qualcosa solo se sappiamo noi stessi come farlo, e farlo.
Gli studenti della scuola di regia studiano recitazione e sono a rotazione attori dei loro studi e spettacoli, per i primi due anni di scuola.
La disciplina "recitazione" viene studiata per due ore a settimana.
Il dramma. Il conflitto.
Il teatro è una forma d'arte che usa una particolare materia: l'umanità.
L'arte, in quanto riflessione distorta (o deformata, amplificata, o quant'altro) della realtà, della civiltà, si basa sul racconto di una vicenda avente come fondamento la condizione umana, il cui racconto presenta secondo le regole codificate da Aristotele un inizio, uno svolgimento e una fine.
Questa vicenda si chiama dramma. Oppure commedia, o ancora tragedia.
Alla base del dramma, al fondo della vicenda, il nucleo narrativo ed evolutivo è un conflitto, o più conflitti correlati tra loro attraverso il conflitto principale, che costringe a una scelta e una conseguente cambiamento.
La maniera in cui l'umanità si accorda a questo cambiamento, la natura del conflitto, determinano il tipo di opera, il suo genere - e la sua qualità -.
Nella tragedia (ad esempio Le troiane di Euripide) il conflitto è
già esploso, costringendo al cambiamento, e all'umanità non rimane scelta.
I conflitti che rimangono in vita allo stato della narrazione, sono legati a
ciò che la vita lascia da vivere, e a questioni proprie, all'affermazione
di dignità e di identità: la qualità eroica della condizione umana.
Nella commedia (ad esempio "A piedi nudi nel parco", di Neil Simon) il conflitto è legato alla necessità delle persone di crescere per affrontare adeguatamente gli aspetti meno gratificanti della vita (una carriera agli inizi non infarcita di successo, una visione della vita tutta rosea non proprio suffragata dalla realtà), e alla resistenza che esse pongono nell'accoglierlo, a causa di particolarismi, egoismi, inesperienza e quant'altro.
Nel dramma il/i protagonista/i è chiamato all'azione, consapevole che in ogni caso quest'azione modificherà in modo irreversibile la realtà in cui vive e sé stesso.
Edward Gordon, "Il mio teatro", a cura di Ferruccio Marotti, Milano, Feltrinelli
Cruciani Fabrizio, "Lo spazio teatrale", Laterza
Peter Brook, "Lo spazio vuoto"
Konstantin Sergeevic Stanislavskij, "Le mie regie (3), Il gabbiano", Ubulibri
Tomasi Dario, "Lezioni di regia", Utet
Alla scuola di regia si accede attraverso uno o più colloqui con Alessandro Del Bianco
Costi: € 1.800,00 annui suddiviso in tranche: prima tranche entro e non oltre il 1° ottobre: € 400,00, seconda tranche entro e non oltre il 20 dicembre: €500,00; terza tranche entro e non oltre il 28 febbraio: € 400,00, saldo finale entro e non oltre il 30 aprile: € 500,00.
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