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Dicono di noi

Questo spazio è dedicato agli studenti ed ex studenti e a quanto vogliono esprimere liberamente sul proprio percorso all'interno della Scuola.


Montserrant Camps Loren

Il Csa è un spazio dove i diversi attori che si incontrano hanno un obiettivo ben chiaro: arrivare ad essere vivi in scena. Con questo non voglio dire che noi allievi siamo "morti-viventi", ma il percorso che s'inizia nella scuola è per essere in grado di vivere le circostanze dei personaggi che studiamo.
Per fare questo, inizi un lavoro insieme ai tuoi maestri di scoperta in tutti i sensi ed è inevitabile metterti in gioco per arrivare a non giudicare e a non giudicarti, aspetto che sembra facile ma non è semplice.
Questa è la base fondamentale per poter iniziare a lavorare, base che la scuola ti fa raggiungere ai primi tempi e poi... s'inizia a investigare, a immaginare, a creare da solo o in gruppo.

Nel Csa il lavoro di gruppo è importantissimo, ma ho scoperto un lato sconosciuto per me del lavoro in classe che è l'osservazione: nel vedere come studiano gli altri, tu impari nello stesso momento in cui l'altro lavora; questo è grazie l'osservazione senza giudizio ed è un modo per la crescita individuale e di gruppo.
L'altra peculiarità necessaria per gli attori o per quelli come me che studiano per arrivare ad essere attori è il lavoro del corpo e con il corpo.
Nella scuola l'importanza della preparazione fisica si sente tanto, soprattutto dopo l'estate. Facciamo lavori di riscaldamento veri e intensi, che ci portano a scoprire altri mondi come la danza e il teatro danza, preparazione imprescindibile per poter affrontare più serenamente, se si può dire così, i lavori scenici.

È una scuola che ti da una completezza, una visione molto ampia del lavoro dell'attore e non solo quella del narciso cha abbiamo tutti dentro di noi.

Muntsa
(Studio al Csa, e anche io ho un narciso dentro)


Francesco Basile

Il Csa è una scuola a 360° dove si lavora con e sulle proprie potenzialità e sul proprio patrimonio umano, coltivando l'attitudine indispensabile per essere specifici.
Il Csa può essere "libertà", ma ha le sue regole ed il suo rigore, come in ogni bel gioco.
Il silenzio apre le porte della percezione e dell'ascolto.
L'organicità fa il resto, il percorso per arrivare a questa condizione è molto duro e si scontra con il contesto, ma non può esserci crescita senza organicità e contesto.

È la scuola più bella e vera che possa esserci a Milano.
Molti scappano dal Csa come si scappa dalla vita...
A volte il Csa, forse, potrebbe essere più indulgente... a volte no.

Francesco
(Diplomato anno 2011)


Alessandro Lo Cascio

Un piccolo spazio di mondo dove poter essere se stessi, capire quello che si desidera veramente e dove non si smette mai di imparare. Il tutto condito da competenza, professionalità e dalla compagnia di persone speciali con le quali confrontarsi e mettersi in gioco ... un contenitore di intensa energia, una bombola di ossigeno!

Alessandro
(II anno)


Veronica Gasparoli

Per me la Scuola Centro Studio Attori è innanzitutto un luogo fisico dove le persone entrano e cambiano, ormai in modo naturale, la propria attitudine (e pure la propria espressione facciale, ma vabbè) verso gli altri e verso il contatto con sé stessi. Un luogo fisico dove si entra in ascolto, dove si può percepire il contatto reale con gli altri e dove al centro dello sforzo comune c'è sempre la sacralità del teatro, che come ben sappiamo, è arte!

Questo spazio privilegiato non è solo fisico, ma si compone di universi, sentimenti, fatiche e lotte che sono il pane quotidiano di noi studenti attori.
Luogo dove si può provare la vera libertà, se solo noi stessi iniziamo a concedercelo. Luogo dove possiamo iniziare a conoscerci veramente e a innamorarci del lavoro dell'attore, dei personaggi, delle loro vite e delle nostre.

Veronica
(Diplomata anno 2011)


Chiara Rodoni

Per parlare della scuola ho l'immagine di una nave e di un viaggio. La prima volta si sale a bordo come mozzi inesperti che hanno voglia di partire e raggiungere mete lontane. Si parte dalle piccole cose, dai lavori più umili, si osservano gli anziani, si ascoltano i compiti e piano piano si inizia a prendere dimestichezza con il linguaggio. Si impara a conoscere gli altri membri dell'equipaggio e quanto ognuno di loro sia indispensabile in questo lungo viaggio. Ci sono giorni di sole in cui la nave scivola via sull'acqua dolcemente e poi ci sono giorni di burrasca, dove sembra quasi che tutto possa perdersi e l'unica voce che ti guida verso la salvezza è quella del capitano. Nel silenzio si scopre se stessi, nella costanza si raggiungono luoghi mai visti e a volte si ha quasi l'impressione che non sarebbero mai esistiti se il viaggio non fosse iniziato... In quest'esperienza il viaggio è nel nostro mondo interiore, se impariamo ad ascoltare e a farci guidare possiamo arrivare a vivere istanti in cui ci sembrerà che la realtà superi la fantasia...

Chiara
(III anno)


Antonio Zuccaro

Un posto dove si è liberi di esprimere la propria natura, il proprio animo. "Dove si è visti con i nostri stessi occhi". Guidati da maestri che ci orientano, specificamente e individualmente, in un processo creativo in continua evoluzione.

Antonio
(II anno)


Imelda Sperotto

Il mio si chiama quarto anno trasversale ma non importa perché qua il tempo e le convenzioni si perdono, vince l'assoluto e il vero.
Con la scuola realista si brilla di luce propria ed è ciò che si impara qui, impari a brillare di luce tua.
In questa grigia e povera Milano esiste questa scuola di teatro che ti catapulta a New York perché ciò che sperimenti è il metodo di lavoro della scuola realista, come gli attori americani e così vedi te stesso e i tuoi compagni stupirti, stupirsi e stupire.

Imelda
(IV anno trasversale)


Olivia Gelisio

Frequento il CSA da un anno. Quando sono arrivata provenivo da diverse altre scuole e esperienze che hanno minato la mia passione per il teatro e la recitazione.
L'essere capiti e seguiti non che avere il tempo di vivere e capire le cose ognuno a suo tempo ha fatto si che la mia passione ormai sopita dentro di me tornasse a vivere.
Al CSA non si impara solo a "recitare" ma anche e soprattutto a vivere. È una scuola che oltre a darti una formazione professionale ti fa vivere delle esperienze magnifiche grazie alla possibilità di fare dei workshop, entrare nel vero mondo del teatro e del cinema, fare spettacoli, nonché essere parte di un gruppo che ti fa crescere continuamente e ti mette alla prova.
Per questo credo che sia per me necessario oltre che descrivere la mia esperienza all'interno della scuola anche ringraziare Irina e Alessandro e tutti gli studenti della scuola che insieme a me stanno crescendo e vivendo delle esperienze stupende, li ringrazio soprattutto per avermi insegnato ognuno di loro qualcosa che mi servirà nella vita.

Olivia
(II anno)


Gabriele Colombo

È una figata, non sapevo di poter stare sulle montagne russe sentendomi così bene.

Gabriele
(II anno)


Francesco D'Amelio

Pensandoci, posso arrivare a descrivere la scuola in due maniere: la prima riguarda ciò che al suo interno ho imparato ad apprendere, e cioè che il Teatro non è un rifugio mondano dalla quotidiana noia, ne un magazzino di variopinte maschere di cartapesta. È invece un luogo che puzza di sudore e trucioli come la bottega dell'artigiano laborioso e nello stesso tempo è un tempio fatto della stessa passionale materia di cui sono fatti i pensieri di uomini come Lord Byron ed Antonin Artaud.
La seconda maniera rassomiglia in effetti alla descrizione d'una amante: passionale, ossessiva, irrazionale, sotto le cui lenzuola assapori il massimo del Piacere e del Dolore.
Ma questa resta solamente l'inattendibile opinione di un romantico.

Francesco
(Diplomato anno 2011)


Alice Bombi

È difficile riuscire a trovare delle parole per descrivere cosa sia esattamente il CSA, perché per capirlo veramente bisogna esserci dentro.
Io direi che prima di tutto è una scuola, uno spazio in cui si è insieme per imparare il mestiere del teatro, poi è un luogo speciale, un piccolo pezzo di mondo che si separa dal resto in cui si può essere noi stessi al 100 per cento e dove tutta la gamma dei colori del nostro animo può venire fuori incondizionatamente. Ma più di ogni altra cosa il CSA è il posto dove si impara a giocare seriamente, senza mai prendersi troppo sul serio. Infatti la parola "recitare" man mano che si va avanti diventa un po' inappropriata... io direi che si assiste più che altro a uno spettacolo di vita quando qualcuno è là, sotto le luci!
La vita in scena è uno spettacolo di cui solo i presenti possono godere ed è fantastico, quasi quasi un miracolo, perché è capace di sorprendere chi la guarda ma soprattutto chi la vive. Ma dato che si parla di vita quello che accade nel percorso non è sempre cosi semplice affrontare, ci vuole pazienza, una piccola dose di coraggio e soprattutto tanta motivazione in quello che si fa.
Le buone ragioni per fare quello che siamo disposti a fare li su quel palco le dobbiamo trovare noi, per il resto i nostri maestri sono sempre li pronti a dirigerci ed ascoltarci, e non esistono persone migliori in cui potreste riporre la vostra fiducia e crescere come attori.

Alice
(II anno)


Claudia Gallo

Al CSA si scopre quanto il teatro sia un'arte collettiva, frutto dell'incontro con l'altro.
Lezione dopo lezione si impara quanto sia necessario un metodo per nutrire il lavoro dell'attore, affinché la vita generata in scena sia ripetibile e mai frutto del caso.
Si impara ad utilizzare il corpo in scena in seguito ad un accurato lavoro di training corporeo. Si diventa consapevoli del fatto che ciò che un attore dona, ancora prima di qualsiasi parola, è l'energia del proprio strumento, il corpo.

È una scuola preziosa, dove si cresce in un cammino artistico ad ogni singolo incontro, sia lavorando in prima linea che osservando il lavoro dell'altro.

Vorrei aggiungere una poesia di Tagore. È come se parlasse dell'incontro con questa scuola.

"Dimenticai di seguire
la traccia consueta.
M'allontanai d'alcuni passi dal sentiero,
mi parve estraneo il mio solito mondo,
come un fiore che io avessi conosciuto solo in boccio.
Vagai smarrito nella terra delle meraviglie.
Fu la più grande delle mie fortune,
ch'io perdessi il sentiero, quella mattina,
e trovassi la mia infanzia per sempre.

Da "Palataka" di R. Tagore

Claudia
(Diplomata anno 2010)


..."la nostra scuola è il tempio della scoperta"...
È il luogo in cui puoi permetterti di entrare in contatto con te stesso, di avvicinarti a comprendere un po' di più ciò che hai dentro e di cominciare ad esplorare i diversi spigoli di cui è composto il prisma della tua anima.
..."la nostra scuola è il tempio della libertà... che è la conquista più grande"... È il luogo che ti permette di raggiungere la libertà senza paura del giudizio che è tra le forme più opprimenti dell'espressione dello spirito umano. La libertà di esprimere se stessi, senza essere costretti a 'recitare' sulla scena, ma solo lasciando fluire all'esterno ciò che custodisci all'interno è la conquista più grande che si può ottenere in questa scuola. Poi quando una maggiore libertà in scena riesce a tradursi in una maggiore libertà nella vita il risultato è inaspettato e sorprendente, e te ne accorgi semplicemente dal modo con cui ti apri al mondo che ti circonda.
..."la nostra scuola è il tempio dell'arte"...
L'arte è la forma con cui l'uomo si esprime esaltando il suo talento inventivo e la sua capacità espressiva. Per cui, in una parola, arte vuol dire creare, e creare vuol dire saper prendere una parte di sé ed inserirla nell'oggetto della creazione stessa; arte vuol dire saper donare un pezzettino della propria anima ad un altro essere umano attraverso una canzone, la musica, un movimento danzato, una scultura, una poesia... oppure attraverso un dipinto perché non è la tela in sé, un mero oggetto materiale, a trasmettere un'emozione ma è proprio quella scheggia impercettibile di essenza di colui che l'ha dipinta.
..."la nostra scuola è il tempio dell'autenticità"...
È il luogo in cui l'attore ha come scopo l'autenticità, cioè la creazione della verità scenica e non la ricerca dell'imitazione, della declamazione e del cliché. Perché si esprima l'arte la scena deve essere reale, vera, organica ed appunto autentica e tutto questo viene raggiunto attraverso il "metodo" della scuola realista. L'essere autentico è per l'attore la meta del suo operato, la sua arte è la creazione della vita reale.

Quello che ho vissuto al Centro Studio Attori, e che continuo a vivere, è stato tra le cose più incredibili che mi potessero capitare nella vita. Ogni volta che sei lì è una sfida: fai a pugni con le tue paure, l'insicurezza e i tuoi complessi, e ogni colpo ha l'effetto di metterti nella condizione di capire che non puoi stare fermo e prenderle, ma devi reagire se vuoi evolverti come attore e soprattutto come uomo. Quando sei in scena ti senti nudo come un verme perché cominci a spogliarti della corazza che tieni addosso nella vita, che nasconde quello che sei veramente, rendendoti conto di quanto sia incredibilmente stupido portarti in giro tutto quel peso per niente. La vulnerabilità è il primo passo per capire che non c'è un vestito migliore della propria pelle.
Se avessi dovuto descrivere la mia scuola in breve l'avrei semplicemente descritta come un tempio, un luogo in cui si affronta un cammino di elevazione verso qualcosa di grande: una più profonda conoscenza di sé.

Vittorio
(III anno)

Dal 1989 Centro di formazione realista per attori e registi diretto da Alessandro Del Bianco Documento HTML 4.01 Strict valido

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